Il Comitato di Portosalvo chiede lo Scudo Blu per la difesa del patrimonio Unesco a Napoli.
*Lo Scudo Blu è un Emblema Internazionale che si affigge ad un Bene Culturale in caso di crisi bellica, come stabilito dalla Convenzione dell’Aja del 14 maggio 1954 e dai relativi Protocolli aggiuntivi internazionali.
lunedì 21 marzo 2011
“Dopo l’avvio del conflitto in Libia, dove partecipano anche gli aerei italiani, e soprattutto dopo la scelta del Ministero della Difesa che ha individuato Napoli come base del coordinamento delle azioni militari contro il paese arabo, occorrerebbe considerare l’adozione dello Scudo Blu per la tutela del sito Unesco a Napoli.”
Con questa premessa, il Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo, da anni impegnato sul fronte della salvaguardia del grande patrimonio monumentale locale, sollecita le istituzioni preposte a valutare l’opportunità del cosidetto Scudo Blu sui maggiori edifici protetti dall’Unesco nel centro storico di Napoli.
Questa particolare precauzione dello Scudo Blu si attiva infatti in difesa dei monumenti durante le situazioni di rischio bellico, tipo quella del ex Yugoslavia e dell’Iraq, al fine di proteggere i beni culturali da eventuali attacchi militari.
In altre parole, secondo il Comitato di Portosalvo, siccome non si può escludere una escaltion militare nel conflitto in corso, occorrerebbe mettere sotto lo Scudo Blu luoghi come il monastero di Santa Chiara, Palazzo Reale, la Certosa di San Martino e il Museo di Capodimonte.
Ma soprattutto le tantissime chiese e gli edifici di maggior pregio presenti nel centro storico di Napoli, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Per questo motivo, il Comitato di Portosalvo, ha inviato stamattina una lettera all’ Icomos, l’organismo internazionale che si occupa della tutela delle città storiche nel mondo, per avere un parere sull’opportunità di questo provvedimento anche nel capoluogo partenopeo.