Dopo il grave assalto avvenuto a colpi di bombolette spray alla cappella dei Pontano un altro gravissimo episodio "tinge di giallo" questo importantissimo monumento situato nell'area Unesco del centro storico di Napoli....
Clamorosa pulitura della Cappella Pontano
CHI HA RIPULITO LA CAPPELLA DEI PONTANO ???
QUALI MANI HANNO EFFETTUATO QUESTO RESTAURO ???
E COSA DICE LA SOVRINTENDENZA DI QUESTO ANDAZZO??
MA ALLORA A NAPOLI CHIUNQUE PUO' SPORCARE E RIPULIRE QUALUNQUE COSA ???
E I GIOVANI LAUREATI IN DIAGNOSTICA E RESTAURO DEI BENI CULTURALI CHE HANNO STUDIATO A FARE ???
IL GIALLO DELLA CAPPELLA DEI PONTANO CONTINUA.........
La Cappella Pontano
venerdì 23 aprile 2010
Dopo il grave assalto avvenuto a colpi di bombolette spray alla Cappella dei Pontano un altro gravissimo episodio "tinge di giallo" questo straordinario monumento situato nell'area Unesco del centro storico di Napoli. “La scritta bianca che campeggiava sulla superficie in piperno della rinascimentale Cappella dei Pontano è misteriosamente svanita sotto i colpi di un ignoto intervento di restauro” denunciano Marcello Mottola e Marianna Vitiello, collaboratori del Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo e laureati in Restauro dei Beni Culturali.
La Cappella dei Pontano era stata imbrattata nel marzo scorso da un anonimo graffitaro che, a caratteri cubitali, aveva lasciato impresso a colpi di spray bianco un fanatico messaggio d’amore.
“Abbiamo fatto un sopralluogo in questi giorni e con grande stupore abbiamo notato che la scritta era stata rimossa” afferma Marianna Vitiello che poi precisa “è un caso grave, forse ancora più eclatante dell’imbrattamento, perché secondo questo principio chiunque a Napoli è autorizzato a sporcare e ripulire senza il controllo e l’autorizzazione degli enti preposti”.
Oggi questa scritta non c’è più, ma la domanda sorge spontanea, chi ha pulito il monumento e con quale autorizzazione?
“Rimuovere della vernice da un monumento del 1500 è una cosa seria -denuncia Marcello Mottola- Serve competenza e qualificazione, bisogna utilizzare materiali giusti, occorre rispettare le caratteristiche dell’opera d’arte e avere le indispensabili autorizzazioni dalla Soprintendenza”.
Non va, infatti, dimenticato che spetta alla Repubblica, in tutti i suoi ordinamenti, secondo quando scritto dalla Costituzione, la tutela del patrimonio culturale ed artistico.
“Quello che è accaduto -continua Mottola- è abbastanza pericoloso perché sì da l’illusione, com’è sempre accaduto nel mondo del restauro, che basta aver un prodotto, essere artigiani o avere un pò di manualità per intervenire sui monumenti. Allora a cosa serve frequentare le scuole di restauro? Cosa esistono a fare le ditte specializzate? cose esiste a fare una normativa che regola le attività di restauro?”
“Sono anni che ci spendiamo sul tema dei graffiti vandalici perché crediamo che sia necessario attivare un servizio pubblico che dia impiego ai giovani restauratori –conclude Marianna Vitiello- ma se poi chiunque mette mano sui monumenti, ci chiediamo quale prospettiva d’occupazione hanno i giovani che vanno all’università per imparare le tecniche di restauro”.