Colate d’asfalto sulla pavimentazione lapidea, cartelloni pubblicitari in faccia ai monumenti, graffiti selvaggi sulle statue, luoghi dell’arte devastati, fontane storiche vandalizzate, chiese in rovina e palazzi storici abbandonati e degradati nel centro storico Unesco a Napoli….

Il Danno….

mercoledì 28 aprile 2010

La Cappella Pappacoda

A pochi giorni dalla nuova e speriamo ultima edizione del Maggio dei Monumenti, l’equipe del Comitato Civico di S. Maria di Portosalvo, composta da Fabio Copellino, Fabio Migliardi, Vincenzo Rizzo, Marcello Mottola e Marianna Vitiello, registra il suo nuovo Reportage Fotografico intitolato “ Il Danno…” Questa nuova ricognizione documenta ancora una volta, in maniera molto chiara ed eloquente, le gravi condizioni in cui versa il Centro Storico dell’Unesco a Napoli ancora caratterizzato dal forte degrado, dal crescente inquinamento grafico e dalla devastazione dei monumenti e dei maggiori luoghi dell’arte. Si parte quindi dagli scandalosi graffiti di largo S. Giovanni Maggiore che con immane violenza sfregiano gli ingressi della preziosa cappella Pappacoda e della omonima chiesa che da il nome alla piazza, recentemente restaurata dal FEC… per poi scendere verso il Pendino e incontrare una antica fontana di epoca vicereale, selvaggiamente devastata, e il portone del famoso Palazzo Penne, ancora abbandonato, quasi completamente corroso dalla ruggine. Riprendendo l’itinerario de Il Danno…si incontra poi la statua dello scrittore Ruggiero Bonghi, adiacente la sede della Federico II al Corso Umberto, mortificata dai soliti tags selvaggi fino a ritornare nei Decumani dove si ammira ancora il furto delle colonne dell’Ospedale della Pace avvenuto quasi 10 anni fa….. Da qui sono gli edifici religiosi, secondo il Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo che da anni sta monitorando il territorio, quelli che dimostrano, in maniera molto eloquente, la disastrosa condizione in cui versa il centro storico di Napoli. Un patrimonio dell'arte italiana inestimabile, ma tristemente celato e inaccessibile. Le chiese storiche della città di Napoli sono ben 448, circa 300 di questi edifici religiosi risultano essere soggette a fenomeni di degrado. Mentre sono quasi 200 le chiese in pieno centro storico inaccessibili o chiuse. Da questa accorta ricognizione, recentemente effettuata dagli esperti del Comitato Portosalvo insieme alla troupe del TG1, risulta quindi che gli edifici religiosi esposti a maggior rischio nel cuore della città sono 43 e precisamente: S. Biasiello alla Vicaria – S. Onofrio a Capuana con annesso Conservatorio – Santa Maria di Vertecoeli – la storica Arciconfraternita di via S. Paolo – S. Agostino alla Zecca – la chiesa della Disciplina della Croce – il Complesso Monumentale di S. Maria della Scorziata – S. Barbara dei Cannonieri e dei Marinai – la Chiesa di S. Maria a Segno – S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco – Sant’Agnello a Caponapoli – Sant’ Omobono dei Sartori – Sant’Agrippino a Forcella – Il Chiostro di Monteoliveto – Il Portale del Divino Amore – S. Maria a Piazza – S. Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo – la Chiesa di Gesù e Maria – S. Maria della Sapienza - S. Giovanni Battista delle Monache – S. Maria dell’Avvocata – S. Domenico Soriano – S. Demetrio Bonifacio – S. Maria delle Grazie a Caponapoli – S.Agostino degli Scalzi – S Maria Cosmendin – la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano – la Cappella di S. Gennaro a Capuana - la Chiesa dell’Immacolata e S.Gioacchino - la Chiesa di Santa Luciella – la Chiesa di S Lorenzello – la Chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo - Santa Maria della Vittoria all’Anticaglia – la Chiesa di S Michele Arcangelo – la Chiesa di Santa Maria del Rimedio alla Cesarea – la Cappella di Sant’Antoniello a Capuana – la Chiesa di Sant’ Arcangelo a Baiano – la Chiesa di S. Gennaro all’Olmo – la Chiesa della Santissima Trinità alla Cesarea – S. Maria ad Agnone ai Tribunali - il Complesso Monumentale degli Incurabili e la Chiesa di S. Maria del Popolo – la Chiesa di Santa Maria della Colonna Per queste chiese in particolare, il Comitato Civico di S. Maria di Portosalvo si è infatti appellato per molti anni a tutte le istituzioni, locali e nazionali, per chiedere un apposito programma di conservazione e recupero che metta in salvo questo grande patrimonio artistico e culturale minacciato dal degrado e dall’abbandono. “A questo punto -dichiara il presidente del Comitato Civico di S. Maria di Portosalvo, Antonio Pariante- riteniamo che la situazione sia gravissima e meriti assoluta priorità. Pur rispettando il criterio e i tempi necessari per la messa a punto degli interventi promessi per gli interventi di recupero non possiamo accentare, da liberi cittadini, che il patrimonio storico-artistico versi in queste condizioni”. Chiese serrate da lucchetti, monumenti imbrattati e mutilati, palazzi storici abbandonati a loro stessi sono lo scenario che si presenterà ai tanti turisti che visiteranno Napoli nei prossimi mesi. “Purtroppo la felice esperienza della manifestazione Napoli Porte Aperte realizzata nel 1992 e nel 1993 da Mirella Barracco, Presidente della Fondazione 'Napoli 99', il cui 'intento era proprio quello di recuperare e valorizzare i monumenti più significativi di Napoli, è stata troppo presto abbandonata dall'amministrazione locale sotto la promessa di sistematiche riaperture che, col trascorre degli anni, stiamo ancora aspettando”, dichiarano Marcello Mottola e Marianna Vitiello, collaboratori del Comitato civico. L’appello del Comitato Portosalvo è forte: “è ora di riproporre una nuova edizione di Napoli Porte Aperte -afferma Pariante- per dare alla città di Napoli una vera opportunità di rinascita del suo centro storico, solo con l’affermazione del valore dei nostri monumenti, e quindi con il recupero, e non con la negazione che è in atto, nascerà un costante interesse verso la città nel contesto delle capitali dell’arte”

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::: Tratto dal sito: www.Portosalvo.org - (mercoledì 10 giugno 2026) :::