FESTE NOTTURNE SUL TERRAZZO DELLA PIAZZA D'ARMI A SAN MARTINO
I RAVE DELL'ARTE A CASTEL SANT'ELMO!!!
la denuncia dei residenti...
lunedì 17 ottobre 2011
La piazza d'armi del Castel S.Elmo
Riceviamo e pubblichiamo:
Scrivo in merito all’utilizzo che viene fatto di recente del Castel Sant’Elmo in Napoli, in funzione di discoteca. Contro una simile scellerata idea militano mille e più ragioni, di ordine estetico, giuridico, politico, economico, legale e fiscale, che si vanno di seguito ad illustrare.
a) In primo luogo, appare quanto mai eccentrico che di punto in bianco si decida di destinare luoghi di inestimabile valore storico ed artistico, testimoni fin dal 1275, di alcuni dei momenti più significativi del passato della nostra città (rivoluzione del 1799 ad esempio), ad eventi privi di qualsivoglia spessore culturale ed estetico. A nulla vale eccepire, sul punto, la realizzazione nelle occasioni di mini-esposizioni di giovani artisti, buone solo a confezionare un parziale opinabile pretesto all’utilizzo della prestigiosa location. Né il presunto trend europeo e mondiale di adibire ad eventi notturni istituzioni museali può in alcun modo giustificare la scelta di trasformare Castel Sant’Elmo e la zona di San Martino nella nuova meta del sabato sera.
b) Da un punto di vista giuridico e, più in generale, di tutela dei c.d. beni culturali, dare in pasto a moltitudini di giovani un patrimonio artistico collettivo qual è il castello non rappresenta certo l’indice di una politica culturale lungimirante. Ed invero, se dietro tale scelta possono esservi (discutibili) argomenti di ordine economico (“fare cassa” con un bene la cui gestione importa certamente oneri gravosi), non possono essere trascurati gli elevati rischi di danni che, in tali circostanze (ed in assenza dei dovuti controlli!), potrebbero essere arrecati alle mura e agli ambienti del castello.
c) Sul piano politico ed, in particolare, del governo dell’ordine pubblico sul territorio, si segnala che non è pensabile organizzare eventi di tale portata (in grado di attirare migliaia di persone) in assenza di un adeguato piano della mobilità e della sicurezza. Nelle precedenti occasioni (di maggio, settembre ed ottobre) si è assistito ad un vero e proprio assalto del quartiere da parte di migliaia di automobili e motorini, senza che vi fosse (da mezzanotte in poi) alcun vigile urbano che disciplinasse il traffico. Addirittura, per arginare l’imprevista (?) marea, sono stati aperti i cancelli d’ingresso di Castel Sant’Elmo, trasformando l’area interna (normalmente off-limits) in un estemporaneo parcheggio a cielo aperto!
d) Dal punto di vista economico, non si vede il motivo per il quale consentire ad operatori privati, in assenza di qualsivoglia regola di trasparenza, di organizzare eventi notturni in un luogo pubblico, sostenendo costi evidentemente ridotti rispetto al fitto di un locale privato, traendone lucro. Se tale lucro, poi, avviene in danno della quiete pubblica e dell’interesse generale, diviene evidentemente inaccettabile.
e) Dal punto di vista della legalità, proprio l’assenza di controlli segnalati sopra (e legata all’impossibilità di tenere impegnati uomini oltre un certo orario) costituisce l’occasione per un trionfo delle violazioni a vari livelli: dalla somministrazione di bevande alcoliche all’interno di luoghi per loro stessa natura non deputati, a parcheggiatori abusivi, a garage che accolgono auto ben oltre la propria capienza consentita, a soste vietate in doppie e tripla fila.
f) Infine, sul piano fiscale, è quantomeno curioso che all’interno di una struttura pubblica si registrino in capo a privati ingenti guadagni, privi di ogni regolarità (si pensi alle decine di p.r. coinvolti nell’organizzazione e evidentemente sprovvisti di partita IVA). Egualmente, in relazione a quanto si diceva nel punto precedente, non vengono effettuati controlli sulle attività che fioriscono a margine dell’evento (garage, pub, chioschi e parcheggi abusivi).
Da ultimo, un dato: risulta che nell’organizzazione degli eventi, circostanza questa confermata da personale della struttura, figuri anche il figlio di un ex soprintendente, ad accrescere ulteriormente i sospetti di conflitti di interesse e di uso privatistico del patrimonio pubblico.
Ma questa a differenza delle violazioni di cui sopra che andrebbero sanzionate alla luce dei provvedimenti anche di carattere penale previsti dalle normative vigenti, è solo una violazione delle norme di buon senso e di opportunità da cui può scaturire una censura di carattere etico-morale.
In conclusione da una analisi costi-benefici di cui ai punti sopradescritti è evidente che gli oneri (di inquinamento ambientale, acustico, di sicurezza, per danneggiamenti vari) a carico della collettività, sono di gran lunga superiori rispetto alle remunerazioni a vantaggio dell’interesse pubblico, al di fuori di logiche e appetiti lucrativi appannaggio di pochi.
Alla luce di quanto sopra si chiede, innanzitutto, di sospendere ed annullare i prossimi eventi di tal specie, in programma, organizzati come quelli già realizzati in maniera così opaca, improvvisa, improvvisata, frettolosa ed irrazionale, la cui diffusione e cognizione è affidata al tam tam informatico.
Si chiede, quindi, predisporre per eventuali futuri e qualificati eventi (concerti – mostre cinematografiche – rappresentazioni teatrali – e quant’altro di livello davvero culturale) adeguate misure di sicurezza e di viabilità a tutela del territorio, della cittadinanza residente e dell’ambiente circostante, affinché non si creino più le abnormi condizioni di caos notturno con infinite maree di traffico veicolare tali da costringere, come davvero è accaduto, diversamente abili a non uscire di casa e tali da rendere il quartiere impenetrabile ed irraggiungibile sia a residenti che ad eventuali mezzi di soccorso.
…seguono firme…
::: Tratto dal sito: www.Portosalvo.org - (mercoledì 10 giugno 2026) :::