lunedì 8 marzo 2010
I monumenti di Napoli sono non protetti, abbandonati all’inciviltà di chi prova divertimento a deturparli.
L’allarme è tornato d’attualità in questi giorni per l’accorata denuncia di Antonio Pariante e Marcello Mottola del Comitato Civico di Portosalvo: “La Cappella dei Pontano, in Via Tribunali nel cuore dei Decumani, è stata vandalizzata da un anonimo graffitaro che ha imbrattato con lo spray bianco la splendida superficie in piperno dell’armonico tempio di epoca rinascimentale”.
L’autografo d’inciviltà tappezza il lato sinistro del basamento della facciata dell’edificio recando, a caratteri cubitali, un fanatico messaggio d’amore: «Amo mio…sono la fidanzata del mio fidanzato…ti amo…vivo i te!!!». Questo scempio deturpa il godimento di un edificio prestigioso, eretto nel 1492 su commissione dal famoso letterato umanista Giovanni Pontano, e considerato un modello d’eleganza e di purezza stilistica.
La Cappella dei Pontano si aggiunge così alla ormai lunga lista, che comprende ad esempio la statua di Dante, umiliata da centinaia di scritte e firme, il monumento a Bellini, la fontana di Carlo II a Monteoliveto, le facciate della posta Centrale e le mura della chiesa di Sant’Eligio al mercato, dei monumenti umiliati dai writers.
“Nessuna delle nostre scuole d’ogni ordine e grado -afferma Antonio Pariante, presidente del Comitato Portosalvo- è iscritta nei Programmi dell’Educazione dell’Unesco che dal 1957 si svolgono nel nostro Paese con l’assistenza e il coordinamento della Commissione Nazionale dello stesso Ente. Ed è anche per questo motivo che a colpi di graffiti selvaggi e sfregi vandalici paghiamo il pesante prezzo del degrado dei nostri monumenti per la totale disaffezione dei giovani alla condivisione e al rispetto dei nostri Beni Culturali“.
All’aumento degli episodi di vandalismo e gli assalti dei writers nei principali luoghi del centro storico non corrisponde un’azione dell’amministrazione locale che non si è ancora munita di un servizio di pulizia e manutenzione per fronteggiare l’oltraggio dei monumenti.
“Dopo aver fotografato la scritta vandalica collocata dinanzi alla Cappella Pontano abbiamo ritenuto opportuno inviarla per posta al Presidente della circoscrizione locale, al Sindaco di Napoli e alla Soprintendenza – rileva Marcello Mottola, collaboratore del Comitato - per ribadire il valore del gesto attivo minimale e non violento, che ogni cittadino può compiere, al fine di contrastare il senso di frustrazione e d’impotenza che si prova di fronte alla massa di disfunzionamenti e d’inadeguatezze in cui incorrono le istituzioni”.
Per dare un segno alla città sarebbe quindi opportuno far partire un progetto d’educazione civile rivolto ai giovani fin dalle scuole elementari per far capire loro l’importanza dei monumenti.